0

Come scegliere un proiettore? Ecco una breve guida

Vediamo insieme alcune importanti caratteristiche da prendere in considerazione durante l’acquisto di un proiettore

Il vostro sogno è quello di avere un cinema nel vostro salotto o di poter giocare con la vostra console preferita sul grande schermo? Quello di cui avete bisogno è un proiettore.

Ormai ce ne sono per tutte le esigenze e sono anche sempre più abbordabili, ma attenzione a ciò che acquistate: facciamo un po’ di luce sull’argomento.

Sorgente luminosa

Proprio a proposito di luce, i proiettori tascabili sono LED, mentre quelli ad installazione fissa utilizzano tendenzialmente una lampada a scarica in gas. Una buona sorgente luminosa è grande discriminante nella qualità dell’immagine proiettata, soprattutto in condizione diurna.

Le lampade LED durano molto a lungo e consumano poca energia elettrica, mentre quelle a scarica in gas hanno breve durata (specificata dal produttore), ma miglior lucentezza.

La luminosità della lampada viene misurata in ANSI lumen con una procedura dettagliatamente specificata dall’American National Standards Institute. Più il valore di ANSI lumen è elevato, tanto più l’immagine sarà luminosa. Per una buona proiezione in condizioni diurne sono necessari almeno 2500-3000 ANSI lumen, si può scendere se il proiettore viene usato al buio.

Attenzione a non incappare in tranelli: il lumen è una generica unità di misura che descrive la potenza luminosa di una data sorgente, mentre l’ANSI lumen è un indicatore di luminosità dell’immagine, calcolato tenendo conto di fattori quali i colori ed il contrasto.

Un proiettore da 2500 generici lumen potrebbe non essere adatto alla proiezione diurna!

LCD vs DLP

In un proiettore digitale l’immagine viene generata solitamente attraverso cristalli liquidi (LCD) o mediante microspecchi (DLP). Spesso si pensa che un proiettore LED generi l’immagine attraverso i LED, ma non è così.

Nei proiettori LCD si utilizzano i cristalli liquidi per filtrare la luce prodotta dalla lampada (LED o a scarica in gas) per produrre un’immagine, mentre in quelli DLP dei microspecchi vengono orientati in modo da riflettere o meno la luce, per ogni singolo pixel.

Ne deriva che la tecnologa DLP offre un contrasto maggiore rispetto a quella LCD, che in parole povere significa avere dei neri più profondi. DLP è anche in grado di generare immagini con pixel molto più ravvicinati tra loro rispetto a quelli di un proiettore LCD, che soffre dell’effetto zanzariera.

Essendo i chip DLP molto costosi si tende ad adottarne uno solo proiettando alternativamente immagini rosse, verdi e blu, in modo che allo spettatore appaiano come una sola immagine con tutti i colori. Questo metodo genera un fenomeno conosciuto come rainbow effect (o effetto arcobaleno), che si manifesta come scia di colori attorno alle immagini in movimento, specialmente quando è presente il contrasto bianco su nero, percepibile particolarmente dai soggetti più sensibili. È da tenere presente che alcuni proiettori LCD compatti (ed economici) potrebbero adottare lo stesso metodo e generare anche loro il rainbow effect.

Nelle sale cinematografiche si usano prevalentemente proiettori DLP con tre chip distinti (senza effetto arcobaleno).

Proiezione ad ottica corta

Alcuni proiettori sono dotati di lenti che permettono di ottenere immagini più grandi a parità di distanza di proiezione (ottica corta) e talvolta di proiettare perfino da pochi centimetri di distanza (ottica ultra-corta).

Molto adatti all’uso in quanto lavagna luminosa (ci si può avvicinare allo schermo senza generare ombre), i proiettori con uno zoom elevatissimo, non sono molto indicati per la riproduzione di film in luoghi bui, poiché parte della luce riflessa dalle lenti potrebbe incidere sull’immagine proiettata sotto forma di aloni luminosi.

E il 3D?

Nonostante la tecnologia delle immagini tridimensionali sia ultimamente in declino, c’è chi continua ad apprezzare la visione di immagini in 3D.

Forse a causa di questo declino non si è investito molto sul 3D e nei proiettori si adotta la tecnologia ad occhialini attivi, alimentati a batteria, che sintonizzati con il proiettore oscurano alternativamente la lente destra e quella sinistra in modo che ogni occhio riceva la giusta immagine e che allo spettatore appaia tridimensionale.

Per poter utilizzare gli occhialini passivi (come al cinema) servono due proiettori distinti in combinazione con un kit di polarizzatori oppure un particolare filtro che alterna la polarizzazione delle immagini. Tecnologie da valutare individualmente.

Post correlati