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LXQt, la prova su Manjaro Linux

Panoramica di LXQt, ambiente grafico successore di LXDE, provato su Manjaro Linux

Il mondo Linux, soprattutto ultimamente, pullula di DE (Desktop Environment): ognuno è alla ricerca della migliore esperienza d’uso possibile. Tra i vari, uno dei più utilizzati in quei casi dove l’uso delle risorse deve essere minimo è LXDE; infatti Lubuntu, la versione più leggera di Ubuntu, usa proprio tale ambiente grafico.

Tuttavia da alcuni mesi è nato quello che dovrebbe col tempo divenire il successore di LXDE: LXQt. Gli sviluppatori di questa interfaccia grafica si prefiggono di mantenere il ridotto uso di risorse di LXDE ma sostituire le librerie GTK con quelle Qt, le quali sembrano migliori sotto vari punti di vista.

Vogliamo ora esporre le nostre considerazioni in merito a Manjaro LXQt 16.11, senza fare una vera recensione, bensì rendendo noti alcuni aspetti che possono interessare un utente qualsiasi indeciso sull’ambiente grafico da scegliere.

Aspetto e personalizzazione

L’aspetto è minimalista come lo è quello di LXDE: pannello principale piuttosto semplice di default, menu delle applicazioni suddiviso per categoria (dotato di barra di ricerca) e nessun particolare effetto grafico. Tuttavia si notano delle differenze, principalmente compare nell’estetica delle finestre e dei pannelli il “look Qt“, che fa sembrare il tutto una sorta di KDE scarno. In generale, l’impressione è quella di avere un sistema “meno basilare” rispetto a LXDE.

In “Customize Look and Feel” possiamo effettuare tutte le principali personalizzazioni consentite anche dagli altri DE, come temi generali, icone, font, etc. Potremo quindi usufruire dei temi creati in origine per KDE,

Pur essendo ufficialmente ancora in fase beta, sembra che a LXQt non manchi nulla in termini di personalizzazione o strumenti offerti all’utente.

Prestazioni

LXQt su Manjaro, distro già conosciuta per i discreti usi di memoria, offre la possibilità di avere un sistema perfettamente pronto con circa 300 MB di memoria ram in uso. Non vi sono quindi dubbi in merito al modesto uso di risorse di questa interfaccia grafica. Inoltre è notevole la reattività del sistema: l’assenza di inutili fronzoli e probabilmente l’ottimo lavoro svolto sin qui dagli sviluppatori fanno sì che azioni come l’apertura di una nuova finestra siano particolarmente celeri se confrontate con altri DE più pesanti. In generale la sensazione di avere un sistema così reattivo anche su piattaforme piuttosto scadenti come caratteristiche hardware è una vera soddisfazione.

Perché scegliere LXQt?

LXQt è uno degli ambienti desktop tradizionali più leggeri in circolazione. Escludendo quindi soluzione “particolari” come Openbox-alone o i3, questa è l’interfaccia grafica da scegliere per computer più che datati o altri sistemi con risorse minime, come single-board computer o quelli che una volta erano chiamati “netbook”. Ad oggi molte distro adottano di default LXDE, ma il futuro sembra che preveda l’estinzione di LXDE in favore di LXQt.

Se dunque intendete anche solo provare il DE LXQt, vi consigliamo Manjaro come campo di prova, data l’ottima nomea della distro e le sue eccellenti performance. Qui potrete trovare l’ultima versione con LXQt.

Se invece volete provare LXQt su altre distribuzioni Linux, sul sito ufficiale sono indicate tutte le possibili modalità di installazione.

Sempre sul sito ufficiale potete seguire costantemente gli aggiornamenti relativi allo sviluppo di LXQt, che non vediamo l’ora esca dalla fase di beta 😉 .

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